Un sogno coronato racchiuso in un sorriso donato
Cala il sole, le ombre si distendono e il buio copre ogni cosa. Una luce. Il suo riflesso sul mio foglio: un gesto. Tanto gratuito e tanto prezioso, un’espressione di gioia senza la quale non riesco a stare. Un sorriso, di quelli pieni, che ti scaldano dentro e fuori ed imprimono a fuoco un’immagine nella mente e nel cuore.
Senza, non è vita. Un’esplosione di emozioni che ti lascia a bocca aperta, senza parole, anche quando le parole non mancano o non vorresti sentirne la mancanza.
Questa immagine suggestiva coglie il senso, il motore che mi spinge a mettere al centro della scena il sorriso. È per me più che una lezione di vita, un dono, carico della gratuità e dell’efficacia che accompagna i regali ben riusciti, quelli di chi ama spassionatamente: è il dono di un ragazzo, uno speciale, che con la semplicità di questo gesto dispensa emozioni forti al mondo; un mondo che non può e troppe volte non vuole ascoltarlo; un mondo fatto di persone sempre di corsa, sempre più da sole, sempre più distratte, alle quali questo ragazzo non può urlar contro “ehi, fermati!” o un “ciao”. Non può. Uno dei tanti che incontriamo negli incroci della nostra vita. Non può.
Ecco, il fulcro della scena è la dolcezza, che ricorre in molteplici dettagli: ora, per esempio, nella brezza del vento che passa tra i capelli della bambina e le trasmette un senso di protezione che si stempera nella tranquillità, ora nella scena del bambino che intinge la mano in un vaso di miele, che, rinomatamente, è simbolo di dolcezza per antonomasia.
Gianluca Ratti

