“A-P-E”!
Mia figlia ha da poco imparato a dire ape, ma sono mesi ormai che riconosce il logo sulle nostre magliette e sorride… mi ricorda che ApE è ormai parte della mia vita!

Alcuni amici con cui collaboro per questo sogno si sono soprannominati “ApE Family” …questo mi fa sorridere e mi fa sentire di non essere mai solo!

Le magliette ApE che vedo indossate da tanti ragazzi degli oratori della mia diocesi, e non solo…mi fanno sentire che il mondo è pieno di giovani che credono che “il bene genera bene” e capisco così che il futuro è in buone mani!

Il “grazie” di Rossana quando all’Arsenale della Pace di Torino le consegno, con pudore, ciò che il Sermig chiama Restituzione e che ApE chiama il suo piccolo ma fedele impegno per i poveri…mi ricorda che ogni dono è fatto per essere ridonato!

Gli amici che ci sono da sempre e quelli che da poco ci conoscono che si danno i turni per dare una mano a “L’artigiano in fiera”, a “Fa’ la cosa giusta”, alla Fiera del Pime di Milano e che rendono sempre il nostro stand il più sorridente e popolato – almeno dalla parte dei venditori-…mi rendono onorato e felice e mi fanno vedere che l’avventura di ApE è accarezzata da tante persone dal cuore buono.

L’essere stato contattato da TgCom24, La Stampa, Avvenire, Corriere della sera, Radio DJ, Radio Capital, per raccontare la storia e l’attività di ApE… mi fa stupire e credere che ancora oggi anche il Bene fa notizia!

Il mio amico regista Filippo mi chiama e mi dice che ha intenzione di ideare e produrre un film che parla di ApE, perché per vestire degli eroi del quotidiano questo è il marchio giusto… e insieme alla GPG Film inizia a dar vita all’avventura di Cruxman! mi fa arrossire un po’ e allo stesso tempo mi rende onorato!
… Queste alcune Istantanee di ApE oggi, che fanno capire cosa sia per me e per chi crede in questo sogno.
Ma questa storia, che ha ormai quasi dieci anni, è cresciuta e si modifica continuamente!
All’inizio ApE è nata quasi per gioco dal mio soprannome, dalla voglia di vedere un disegno fatto da me sulle magliette di qualche amico e dalla mia professione di grafico pubblicitario…
Poi la piccola ape stilizzata è piaciuta e con coraggio è diventata un vero brand registrato: A.p.E. Italian Style!
Come altri brand di abbigliamento che sognano in grande si è fatta largo in qualche locale della Riviera Romagnola, in qualche negozio di Milano…
Ma A.p.E. era fatta per volare altrove e la storia ha portato me e lei ad incontrare il mondo degli oratori, del Sermig, della Chiesa… lentamente, ma con decisione, A.p.E. si è trasformata in un marchio che vuole lanciare dei messaggi positivi, soprattutto ai giovani. Un marchio che veste bene e fa del Bene. Un marchio che è uscito dai negozi per vendere on-line e liberarsi in parte da regole di mercato troppo strette. Un marchio che ha scelto di essere di moda senza essere volgare. Un marchio che ha scelto di produrre i propri capi in cooperative sociali per favorire l’occupazione di persone svantaggiate. Un marchio che ha scelto di donare il 5% del ricavato di ogni capo venduto all’Arsenale della Pace di Torino per aiutare i poveri, perché lì ha imparato a chiedersi cosa possa restituire di tutto ciò che continuamente ci è donato dalla vita. Un marchio che veste molti ragazzi degli oratori milanesi perché sono il migliore testimonial che spendersi per Gesù e i più piccoli fa crescere davvero.
La piccola apina ne sta facendo di strada… ma non ha certo intenzione di fermarsi qui! Vuole volare volare volare… dove ancora non si sa. C’era una volta un sogno ora c’è A.p.E. Italian Style. A tutti voi…di cuore, GRAZIE!